Full immertion natalizia in Alsazia

I ponti che spesso regala la prima festività dell’Avvento sono un0ottima occasione per qualche giro turistico e ovunque l’atmosfera natalizia rende tutto più magico… in Alsazia è un vero tripudio! I Cristkindeksmarik (mercatini di Gesù bambino) e tutte le tradizioni natalizie sono molto sentite.

Essendo partita nel pomeriggio, ho fatto la prima sosta a Lucerna, città moderna ed elegante che affonda le sue radici nel passato medioevale. Anche qui luci e manifestazioni legate al Natale non mancano, tanto che sotto la mia finestra vedo passare una parata di uomini in bianco (i trychler) con enormi campanacci, mossi al ritmo dei passi: scacciano gli spiriti maligni perchè San Nicola possa arrivare.

L’indomani mattina, dopo la colazione nei pressi del vecchio ponte coperto, parto per la vera meta della giornata.

STRASBURGO

La capitale d’Europa si trasforma in capitale del Natale

Lasciata la mia fedele compagna di viaggio in place des Halles, appena fuori la zona chiusa al traffico per la manifestazione, inizio a girovagare per le vie del centro.

Place Kebler, con le casette ai piedi del gran sapin, rue des Orfevres, rue de la Commedie, place Broglie, angolino delizioso e nascosto.

Devo soffermarmi in place du Chateau. Qui sorge il palazzo Rohan, residenza principesca oggi sede del museo archeologico e di belle arti. Proprio di fronte c’è il grande orologio che ogni giorno, alle 12,30, si anima, facendo sfilare i 12 apostoli davanti a Gesù mentre il gallo canta tre volte. Da qui è impossibile non restare sovrastati dall’imponenza della cattedrale di Nostre Dame con le sue due alte torri campanarie e il portale “raccontastorie” tipici dello stile gotico.

Da qui, sempre tra casette con prodotti enogastronomici ed artigianali tipici della regione, raggiungo sull’altro lato della piazza della cattedrale casa Kammerzell, capolavoro dell’architettura, appartenuta ad un facoltoso mercante di formaggi ed oggi hotel di lusso. Imbocco poi rue Merciere fino a place Gutemberg con il monumento a lui dedicato, poi scendo su rue du vieux marchè aux poissons fino al quai des battelliers.

Seguo la via d’acqua fino al punto in cui si divide in cinque bracci. In fondo sorgono tre torri di guardia, collegate da ponti, proprio di fronte alla diga difensiva.

Torno indietro attraversando il quartiere della “piccola Venezia” alla ricerca dei mercatini dei produttori locali e quelli più alternativi.

Tutto il tour è accompagnato dalle musiche tradizionali, la vista è rapita dalle luci e colori delle sfarzose decorazioni natalizie, l’olfatto è combattuto tra i forti odori di crauti da un laro e cannella dall’altro, la pelle è rinfrescata dalla temperatura di pochi gradi.

La mia giornata non finisce qui. Mi sposto nella vicina cittadina medioevale di Obernai, uno dei 100 borghi più belli di Francia. Pernotto in una casa a graticcio: camera con bagno e cucinino con vista sui tetti.

Non posso esimermi da un giro per le botteghe del centro e per le bancarelle a gustare un vino caldo alsaziano (bianco).

Si può anche fare una bella passeggiata seguendo il camminamento delle antiche fortificazioni, costeggiate da un canale.

La Lorena

Metz e Nancy

Visto che, in mancanza di una tisana, la sera ho fatto l’errore di bere un te, la mattina ero sveglia prima del solito e di buon ora, appena fatto giorno (verso le 8,30) mi sono messa in moto o meglio ho messo in moto l’auto per raggiungere Metz. Visto che è presto e piove, me la prendo comoda percorrendo la route des vins attraverso dolci colline e paesini colorati.

Per visitare quest’altra città medioevale parcheggio in place de la Commedie. Oltrepassata al Mosella, sono subito al cospetto della Cattedrale di Saint Etienne. Le sue vetrate sono chiamate lanterne di Dio e fanno di questa chiesa uno degli edifici gotici più belli che abbia mai visto: la loro luce, anche in una giornata piovosa, toglie il fiato. Queste opere in vetro sono state prodotte dal XIII secolo fino al XX con quelle di Marc Chagall del coro.

Sulla stessa piazza c’è il mercato coperto, ottimo per uno spuntino con vasta scelta dal sandwich al plateau di frutti di mare.

La citta non si fa mancare i suoi Marchè de Noel a Place de la Cathedrale, place Saint Louis, place de la Republique. A zonzo raggiungo la porte des Allemandes e da qui il centre Pompidou, gemello diverso della galleria d’arte contemporanea parigina. Non posso farmi mancare una visita dell’esposizione.

Rientrando passo davanti alla stazione, edificio degno di nota. Prosegui attraversano la zona dell’arsenale, scendo accanto alla basilica di Saint Pierre du Nonnais, purtroppo non visitabile,  percorro i giardini dell’Esplanade e chiudo il giro ad anello sul chemin a fil d’eau lungo la Mosella.

Sono pronta per la seconda e ultima tappa della giornata: Nancy, la città dei duchi di Lorena.

Arrivata in centro avvoltoieggio non poco ma riesco a trovare un parcheggio in place dell’Alliance, vicino all’alloggio, dove si paga solo fino alle 18. Esco di casa e sono gia a place Stanislas. Approfitto dell’ultima luce per un giro ai giardini de la Pepiniere. Poi mi dedico alle vie del centro, rigorosamente con il naso all’insù per godere delle luminarie: da porte de la Craffe, la grand rue, passando per l’eglise des Cordelliers con i monumenti funebri dei duchi di Lorena mentre il palazzo ducale è chiuso per lavori, place saint Epvre con la sua basilica, place de la Carriere con il palazzo del governo e poi su fino al mercato centrale.

Rientrando mi fermo ancora alla Cattedrale. Anche qui tutto è pronto per la sfilata di San Nicola, il clou di 45 giorni di festività natalizie.

Dopo aver cenato con gli acquisti del mercato, sono pronta per lo spettacolo di lucie  suoni in piazza Stanislas… in questa vesta non ho più dubbi sulla ragione per cui ha meritato l’appellativo di piazza più bella d’Europa e di essere inserita tra i monumenti patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

Colmar

I borghi più belli di Francia

Dopo un sonno ristoratore, merito anche della buona birra di Natale, parto per raggiungere Colmar. Attraverso il parco naturale des hautes Vosges in manto bianco per il cole di Sainte Marguerithe. Prima di immergermi nel bagno di folla, godo della bellissima atmosfera della piccola citadina di Eguisheim ed i suoi rempart, un altro dei borghi più belli di Francia.

A Colmar parcheggio in prossimità del centro a soli 20 cent per due ore e mi tuffo subito tra i canali del fiume Lauch. La cittadina è magnifica, un vero gioiello ma una volta raggiunte le piazze più centrali (place de l’ancienne Douane, Place de la Cathedrale e soprattutto place des Dominicains) supero il limite di sopportazione dell’affollamento: ci sarebbero molte bellissime cose e case da vedere ma è impossibile fermarsi, quasi riconoscerle, inimmaginabile fotografarle.

Cerco di defilarmi verso alcune vie un  pochino meno frequestate: rue des vegnerons, rue des tanneurs, place Jeanne d’Arc. Dopo un ultimo sforzo nel mercato coperto per comprare qualcosa, cerco rifugio in Quai de la poissonnerie, la mia via di fuga verso il parcheggio. Due ore e trenta sono state più che sufficienti e mi dirigo verso Mulhouse, letteralmente casa del mulino, sotto una pioggia che si è fatta intensa.

Anche Mulhouse ha i suoi Marche de Noel in place de la Reunion e nelle vie limitrofe. Le illuminazioni richiamano i motivi dei tessuti tipici cui è dedicato anche un museo. La città è in realtà più famosa per il museo dell’automobile.

Raggiungo la casa dove Yussef mi ha accolta  con te caldo alla menta. Per l’ultima sera  della vacanza pensavo ad una cena tipica e l’ho avuta, non francese però bensì marocchina: il mio giovane ospite ha cucinato per me il tajine come non lo avevo mai mangiato neppure nei ristoranti marocchini e lo abbiamo condiviso pescano nel piatto con il pane alla maniera tradizionale accompagnato da birra, un po’ meno tradizionale. Tutta la serata è stata accompagnata da un dialogo piacevole quanto surrale, fatto di domande in francese e risposte in inglese e viceversa in un mix davvero comico per la mia continua confusione!

Ringrazio Airbnb di aver reso reale, ancora una volta, il senso di essere una vera comunità di viaggiatori.

L’ultimo giorno il lungo viaggio di rientro, non senza una sosta a Basilea. Questa città dai dintorni industriali, sovrastata dalla torre Roche dell’omonima casa farmaceutica, vanta ormai oltre 2000 anni di storia. Il suo passato medioevale è ben riconoscibile nella vie del centro storico con le antiche porte, i resti delle mura, le architetture caratteristiche in stile nordico. Vanta ben 40 musei ed io, da appassionata collagista, ho voluto visitare quello della carta stampata. Mercatino natalizio e Gran Sapin davanti alla cattedrale che, al suo interno, ospita le vestigia di uno dei miei filosofi preferiti, Erasmo da Rotterdam. Dietro la cattedrale la bellissima terrazza panoramica sul Reno.

Tirando le fila di questa vacanza, sono decisamente in overdose da luci natalizie ma ho potuto visitare posti davvero meritevoli anche di una vacanza un po’ più lunga per godere al meglio di quanto la zona ha da offrire: castelli, abbazie, siti archeologici, natura… che ho dovuto tralasciare.

Arrivederci!

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