FRANCE D’OC

Horacio ed io… Due anime viaggiatrici si sono incontrate! 

Oggi pomeriggio sono partita per trascorrere una settimana a spasso per la Francia, quella profonda un po’ più lontana dalle mete turistiche più gettonate e più autentica. D’altra parte queste sono le mete che amo di più ovunque.  Dopo 5,30 lisce di viaggio in auto (solo leggeri rallentamenti intorno a Nizza) sono arrivata a Montpellier. Vengo accolta con un caloroso “Hola!” Dalla mia ospite Laura, in una stanza che si affaccia praticamente su Place de la Commedie, il cuore pulsante della città.  Lei vive qui con i due figli, già grandi, e non so quanti gatti e cagnolini… Che bella famiglia colorata! Si preoccupa subito di controllare gli orari del parcheggio, visto che non avevo trovato nulla che li indicasse: fino a domani alle 9 sono a posto, quindi e perfetto. Esco subito per approfittare dell’ultima luce passeggiando per il centro storico. Ero già stata anni fa a Montpellier, sempre per una visita veloce, una sosta durante un viaggio improvvisato con i miei genitori che ci aveva portato poi ad Albi, Castres, Cordes ed infine Sarlat le Caneda per la visita alle grotte di Lascaux, ecc prima di rientrare in Italia sostando a Le Puy en Velay ed Orange, durante il periodo pasquale.  Paesi proprio  proprio vicino a Bergerac, dove Horacio mi aspetta.

A Montpellier non c’è piazzetta che non sia occupata da ombrelloni di caffè e ristorantini, tutti affollatissimi nonostante sia mercoledì sera. Proprio come a Cogoleto!  Dall’Arc de Triomphe  proseguo attraverso i giardini fino a le Chateau d’eau con la luce del tramonto. Qui arrivano anche le arcate dell’antico acquedotto reso affascinante dall’illuminazione serale. Scendo alla cattedrale di saint Pierre ovviamente chiusa, con due imponenti torri a sorreggere il portico e poi risalgo attraversando la fiorita Place de la Canourgue.

Lascio la sveglia alle 6 per l’indomani. 

La prima tappa sarà Montpellier le vieux. 

Attraverso il Larzac ed inizio a capire che questo è uno dei casi in cui l’importante non è la metà ma il viaggio: passo infatti nella zona delle grandes causses, formazioni rocciose particolari, altopiani e le gorges di Tarn, oltre a paesini in pietra, antichi ponti… A questo punto le pur straordinarie figure del Parc des pierres, non stupiscono più di tanto. 

Ho qualcosa con me per pranzare nell’area Pic nic (qui non c’è Neppure un piccolo bar), prima di riprendere in mio percorso verso Rodez e la sua cattedrale di Notre Dame. Transitando per Millau e impossibile non notare, dopo tante architetture della natura, la bellissima opera di ingegneria del Viaduc de Millau. 

E attraverso campagne punteggiate di fiori d’ogni colore e bianche pale eoliche

Siamo sempre in regione occitana e Rodez si anima durante l’estate per la grande festa dell’Estivado.

Mi arrampico fino a Conques: viuzze e scalinate strette intorno alla grande Abbazia di sainte Foy sorta nella sua veste attuale nell’XI secolo ma già allora meta da tempo di pellegrinaggi. Bellissimo giudizio universale scolpito sul portale. 

L’assolato pomeriggio si conclude a Villefranche  de Rouergue, appena in tempo per una visita alla Chartreuse, certosa di Saint Saveur, realizzata nel 1400. 

Dopo aver preso possesso del mio alloggio presso Chantal, trascorro la serata passeggiando per le incantevoli viuzze del centro storico. 

L’ indomani mattina trovo la colazione già pronta molto presto, un’unita alla cordialità della signora che mi ospita, e sono pronta per rimettermi in movimento. Voglio visitare Montauban con la sua Place National ed il ponte vieux; Moissac con il famoso chiostro parte dell’abazia di Saint Pierre e la particolare opera del ponte canale, opera unica nel suo genere (permette la navigazione a piccole imbarcazioni passando sopra il Tarn).

Qui ho preso anche qualcosa per il pranzo al mercato coperto.

Dimenticavo un particolare per nulla secondario per un’amante del formaggio come me: queste sono anche le valli del Roquefort. 

Agen e Cahors con la romanica Saint Etienne ed il ponte fortificato patrimonio UNESCO. 

Ogni luogo di quello che potrebbe sembrare uno sterile elenco meriterebbe un’intera giornata di visita ma io voglio raggiungere al più presto Horatio che mi attende a Bergerac.

Appena arrivata (non sto in casa piu di 10 minuti) ripartiamo per Saint Emilion, paese divenuto famoso fin dall’antichità per il suo vino. In effetti attraversiamo vigneti a perdita d’occhio. Visitiamo la cittadina gremita di botteghe di artigianato pregiato, oltre che di vini… Non potevamo esimerci dal fermarci a degustare un bicchiere proprio sulla piazza dell’antica chiesa monolitica sottostante l’odierna cattedrale.

Dopo questa passeggiata rigenerante e la meritata pausa relax, rientriamo a casa per la cena visto che il mio ospite ha riempito il frigo con ogni leccornia conoscendo che sono una buona forchetta. Ovviamente apriamo anche una bottiglia del vino di Bergerac! 

La storia di questo paese, il cui nome e stato reso famoso dal Cyrano, per ora dovrà attendere.

E’ a questo punto dovuta anche una divagazione su Horacio ed il nostro incontro ormai qualche anno fa: geologo, professore all’università di Sacramento in California e grandissimo viaggiatore per studio, lavoro ed ovviamente piacere! Era arrivato da me per soggiornare una decina di giorni. Quando mi contatta, mi racconta che è già in giro per l’Europa da qualche mese ed ha un grande borsone. Così vado a prenderlo alla stazione. Mi viene incontro un signore con barba bianca, cappello di paglia sulla testa, chitarra sulle spalle… Un vero viaggiatore non si può fermare perché fermo non può stare. Solo un altro pazzo può pensare di stargli dietro o arrestare il suo passo (Ne ho avuto la conferma dopo essere tornata nella città dopo tutto e iniziato e poi finito…)  

Inizia a raccontarmi dei suoi giri attraverso Spagna , Francia, Germania … Sta preparando delle dispense per i suoi studenti di geologia applicata all’ingegneria Dell’università della California. Così, visto che per il giorno seguente  avevo in programma un’escursione nel parco delle Cinque Terre, lo invito ad unirsi a me… E così la domenica mattina di buon’ora partiamo… Lungo il sentiero per Monasteroli gli faccio assaggiare i corbezzoli, superata la diffidenza iniziale per quelle bacche rosse; lui mi spiega l’origine delle rocce che incontriamo poi vede i cactus e mi racconta del piatto messicano “insalata di cactus” che mi insegnerà poi a confezionare . La nostra meta e l’affascinante Monasteroli… Durante il ritorno  raccolgo le erbe selvatiche con le quali farò i panspotti… Insomma avrei tantissimo  da raccontare per i successivi 10 giorni ma questa sarebbe un’altra storia. E’ poi tornato @acasadiGiuliaCogoleto per trascorrere lo scorso Natale. Oggi siamo di nuovo insieme ed e sempre così naturale decidere cosa fare, come organizzarsi… Tra veri viaggiatori succede così! 

Gli ho proposto di visitare Angouleme la mattina seguente. Questo paese, famoso per il festival internazionale del fumetto, mi e stato consigliato da un altro personaggio davvero molto particolare che ho conosciuto all’ultimo evento organizzato a Casa Re con balli occitani: un professore esperto, per passione, di tutte le minoranze linguistiche delle alpi e grande appassionato della cultura occitana  tipica di questa regione francese. Ci eravamo trovati a parlare della cucina occitana e mi aveva anche raccontato molto sulla letteratura, oltre ad altri posti che non sono riuscita a visitare come Figeac. 

Trascorriamo due ore in auto attraverso la campagna per raggiungerla, la esploriamo in lungo ed in largo tra eglises et  bandes dessinees fino al mercato coperto dove compriamo ottime fragole. I giardini della Marie, situata un antico castello, sono perfetti per il nostro brunch prima di ripartire per Perigueux. L’animo geologico di Horacio non manca di raccontarmi l’etimologia del nome della città che pare derivare da Pierre au coeur, ( petro cour in latino, che in francese moderno è diventato Perigord, il nome di questa zona). In effetti la pietra locale e davvero particolare: arenaria molto chiara con noduli, più o meno regolari, di selce nera al suo interno.

Per prima cosa Horacio mi porta a visitare l’antica città gallo- romana di Vesunna. Impossibile non pensare ai fumetti di Asterix!

Nel bel parco archeologico intorno al museo vi sono i resti, la camera centrale circolare, di quello che era un grande tempio. 

Il museo protegge le vestigia di una villa romana del XI secolo, di cui sono visibili anche parte degli affreschi. Ci godiamo con calma la visita, poi proseguiamo verso l’anfiteatro. I resti di questa grande struttura sono parte di un giardino pubblico: persone che leggono sulle panchine al fresco della vegetazione, bambini che giocano … Bello vedere antico e moderno fusi armoniosamente. Ci adentriamo nella parte medioevale fino alla cattedrale di Saint Front. Passeggiando tra le vie animate, non resistiamo alla tentazione di sostare anche noi ad uno dei tanti caffè nelle varie piazzette, all’ombra degli alberi. 

Per chi verrà, prima o poi, da queste parti, non mancate di vedere Place saint Luis e la Torre Mataguerre, unica superstite dell’antico sistema difensivo. 

Anche qui le tracce della cultura occitana con i suoi simboli, non mancano. Di fronte alla vetrina di un negozio con libri in questa lingua etc. E’ arrivato il momento di raccontare ad Horacio qualcosa che ancora non conosce, andando indietro nei secoli all’origine del “conflitto” tra langue d’Oc e langue d’Oil… Per natura sto dalla parte di chi non primeggia e con orgoglio difende nei secoli la propria cultura. In quest’ottica anche i balli occitani sono un  atto di resistenza per contribuire a fare restare viva queste tradizioni tanto antiche.

Si e fatta l’ora di andare a comprare qualcosa per la cena e rientrare. A casa un meritato aperitivo con Pastisse ed escargot… Più francese non si può! 

La serata si conclude terminando la bottiglia di vino bianco nel piccolo giardino della casa ad una temperatura perfetta. 

L’indomani, un’altra mattina piovosa, ce la prendiamo un po’ più comoda. Iniziamo la giornata culturale, con la visita del castello di Bonaguil , nelle vicinanze. Questa antica fortezza medievale fu costruita a metà del 1200 e giocò un ruolo importante nella guerra dei 100 anni (1337-1453) tra Francia e Inghilterra, probabilmente passando di mano più volte tra le fazioni. Il suo periodo di massimo splendore iniziò nel 1470, quando Rouergue de Bérenger divenne signore del castello e lo ampliò notevolmente fino ad assumere la forma attuale (ma buona parte di esso è oggi in rovina). Dopo la sua morte, nel 1531, il castello perse la sua importanza e fu infine acquisito dal comune di Fumel come monumento storico. Esploriamo ogni pietra della struttura molto articolata del castello, su e giù per torri, attraversando persino una grotta naturale in un percorso di visita molto ben studiato.  Il villaggio sottostante ci offre il posto migliore per il sandwich che abbiamo confezionato a casa.

Ci siamo anche fermati brevemente a Fumel, dove il suo castello si affaccia sul fiume Lot, è di costruzione più moderna ed è stato magnificamente mantenuto per fungere ora da mairie (municipio) e biblioteca. Meritava senz’altro ina sosta ed una passeggiata nel bel giardino.

Lungo la strada attraversiamo villaggi dalla chiara impronta medioevale, molto caratteristici, vestigia di castelli. In particolare ci colpisce Isseac, animata dal mercato.

Il pomeriggio lo trascorriamo a Bergerac, sempre sotto una leggera pioggia, su e giù per le colorare viuzze dalle vecchissime case a graticcio. Già perché ho dimenticato di scrivere che, man mano che salivo verso nord, i tetti sono diventati più spioventi ed hanno iniziato a comparire sempre più abitazioni ma anche vecchi fienili con questa affascinante tipologia costruttiva (non dimenticherò mai lo stupore quando le avevo ritrovate all’interno delle mura di Ankara in Turchia).  Abbiamo visitato la Chiesa di Notre Dame de Bergerac (una bella chiesa neogotica dove ci è stato offerto un mini-concerto d’organo) e il museo cittadino che spiega bene l’origine di questa città il cui nome si e poi legato al famoso Cyrano della penna di Emile Rostand. Abbiamo visto la statua di Cyrano  e il molo da cui il vino della regione veniva spedito in Inghilterra, Irlanda e persino in Scandinavia! Si scopre che questa regione della Francia, Nouvelle-Aquitaine, era sotto il controllo degli inglesi fino alla guerra dei 100 anni, e La Dordogne era la via chiave per trasportare vino e tabacco verso la costa, e da lì agli inglesi mondo. Lungo la Dordogne si possono anche fare crociere a bordo di imbarcazioni che riproducono quelle antiche.  Infine rientriamo a casa per un aperitivo prima e cena in giardino dopo. 

Horacio e un ospite impeccabile ed ottimo cuoco: ha preparato il suo riso Mexican style, lo ricordo da quando era stato a Cogoleto, perché nei giorni in cui restava a casa per lavorare alle dispense per i suoi studenti, aspettava dopo le 14,30 che rientrassi dal lavoro per pranzare insieme, dopo aver fatto ed anche steso la lavatrice… cose davvero indimenticabili! 

Cibo, vino, birra e stanchezza sono un mix diabolico che mi fa addormentare prestissimo. 

Meglio così per ricaricare le batterie per il giorno seguente. Il programma di Horacio suona molto interessante. 

Finalmente una giornata soleggiata, quindi faremo un’escursione lungo la parte della valle di La Vézère chiamata “la valle dell’uomo” perché sono stati scoperti numerosi siti preistorici. Uno dei motivi principali per cui alla gente piaceva vivere qui era la disponibilità di noduli di selce. Il mio compagno geologo mi spiega che si tratta di concrezioni sviluppatesi in modo casuale nei banchi calcarei poco profondi (simili alle rive delle Bahamas, dove le correnti di marea spostano i granelli di calcite e i frammenti fossili per formare ooliti e letti incrociati nella morbida pietra granulosa), piuttosto che come fasce di selce di acque profonde. Fu in questo periodo che in Europa nacque la pratica della geologia applicata, perché sicuramente era necessario uno specialistaa per guidare gli archeologi sui luoghi dove venivano trovati buoni noduli!

Un’ora di guida ci ha portato nell’incantevole cittadina di Les Eyzies. Molti parcheggi, campeggi, noleggio di biciclette e canoe, brasserie e ovviamente splendidi paesaggi e molti siti preistorici. Abbiamo scelto di percorrere la Boucle di La Micoque , proprio perché sembrava una bella passeggiata con molti scorci di abris (postumi di una sbornia delle scogliere calcaree, dove molti dei primi abitanti della valle di La Vézère scelsero di vivere, e dove molti era “annesso” anche un borgo medievale). Questi residui sono molto caratteristici della zona e si formano dove un calcare tenero e poroso poggia su una marna densa e impermeabile (un calcare argilloso); l’acqua che filtra attraverso il calcare poroso della granulometria filtra sotto forma di sorgente al contatto, indebolendo la roccia superiore e facendola crollare per formare l’ abris . Avevamo camminato meno di mezzo chilometro quando arrivammo all’abris Cro-Magnon, il sito originale dove furono ritrovati per la prima volta i resti del popolo di Cro-Magnon! A proposito, la parola Cro-Magnon deriva dalle radici della lingua occitana Cro – grotta o cavità e Magnon – l’antico nome con cui veniva indicata la terra. Abbiamo sbirciato anche alcuni archeologi intenti a rilevamenti all0interno del sito.

Abbiamo camminato per un altro paio di chilometri e finalmente siamo arrivati ​​alla collina chiamata La Micoque , che abbiamo iniziato ad aggirare e a salire lentamente. C’era questo piccolo sentiero laterale che potevi seguire fuori dal sentiero principale per arrivare all’abris de La Micoque , sito che testimonia la presenza di Neanderthal! In effetti, il periodo preistorico che segna l’occupazione iniziale dei Neanderthal in Europa è il Micoquien, dell’industria del Paleolitico inferiore, risalente a circa 300.000 a.C.!

Il resto della passeggiata è stato davvero piacevole, attraversando un bosco ombreggiato: bellissimo camminare attraverso la storia!

Tornati a Les Eyzies, ci siamo presi il tempo per visitare il loro eccellente Musée de la Préhistoire , che espone meravigliose esposizioni sulle tradizioni paleolitiche (a cavallo della transizione dalle popolazioni di Neanderthal a quelle di Cro-Magnon, così come i primi esempi di arte paleolitica nel Era di Cro-Magnon a partire da 35.000 anni a.C. È anche il punto di accesso ad uno degli alti abris e delle favolose viste sulla valle della Vézère .

Siamo tornati presto a Bergerac e ci siamo fermati a Carre Four per comprare qualcosa per la cena. Ho notato un cesto di verdure assortite per soli 3 euro e, tornati a casa, ho preparato una ratatouille, un’insalata di mais, indivia e avocado e un antipasto di asparagi, ananas fresco per finire, insieme a una bottiglia di sidro della Bretagna: abbiamo organizzato un vero e proprio banchetto francese.

E’ con un po’ di nostalgia e tanta gratitudine per le belle giornate trascorse insieme che parto per avvicinarmi all’Italia. 

L’ indomani mattina parto abbastanza presto nella speranza di riuscire a fare una bella escursione in uno dei molti parchi dell’Alvernia- Limosino, in particolare quello conosciuto come il vulcano di Francia, le Mont d’or e le Puy de Sancy. La zona e nota già dai tempi dei romani per le sue caratteristiche termali. Infatti tutta la catena dei Puys sono coni di antichi vulcani. Invece lungo tutta la strada e per tutto il giorno incontro pioggia. Così non mi resta che sostare  nei paesi che incontro lungo la strada: Aurillac, La Fleur, Breze, La Chaise Dieux. Per la notte mi sono fermata ad  Issoire in una bellissima casa, condivisa con i suoi abitanti in perfetto stile Airbnb, dove posso persino rilassarmi con un bagno ristoratore.

L’ultimo giorno e dedicato interamente allungo viaggio di ritorno. 

La varietà del paesaggio francese e le sue bellezze storiche nascoste ovunque, seconde solo a quelle italiane però ben tenute, non mi hanno delusa neppure questa volta! 

Ogni viaggio e stato davvero tale se la persona che fa ritorno e in qualche modo diversa da quella che e partita: in questo caso il viaggio e più che riuscito, anche grazie alla compagnia sempre sorridente, positiva e propositiva di Horacio. La nostra amicizia si e rinsaldata ulteriormente e lo aspetto di nuovo in Italia… Oppure ci incontreremo da qualche altra parte nel mondo!

Buoni viaggi a tutti! 

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