Creta: il viaggio che rifarei

Il titolo è già una contraddizione: nessun viaggio si può “rifare” neppure calcando le stesse strade perché diverso sarà chi le percorre… inoltre il mondo e troppo grande per tornare sui miei passi, a mio parere ma non solo rifarei il viaggio a Creta… più che altro avrei voluto restare!

Costa nord

I tre primi giorni del viaggio a Creta

Essendo arrivata a Chania a sera inoltrata, ho deciso di non perdere altro tempo e, ritirata l’auto a noleggio, mi sono recata a Rethymno, nella zona dei divertimenti. Qui ho trovato dove cenare e vita fino a tarda notte. Ho poi riposato un poco per tornare a svegliarmi insieme alla città, facendo la spesa ai banchi del mercato locale.

Ho iniziato le mie esplorazioni lire nell’interno fino al Moni Arkadiou. Pochi chilometri dopo, sulla strada per Margarites, conosciuta per le colorate ceramiche, non resisto alla tentazione di scoprire l’antica città greca di Eleftherna (interessante in biglietto a 20€ combinato con gli imperdibili museo archeologico di Iraklio e il palazzo miceneo di Cnosso).

Ho poi proseguito l’itinerario verso verso Anogia, attraversando bianchi gruppi di case che mi hanno ricordato i pueblos andalusi (o viceversa) con scorci su botteghe da anni cinquanta del secolo scorso. Anogia sa di terra d’altri tempi: le donne vestite di nero sull’uscio di casa, adibito ad improvvisata bottega, confezionano pizzi e capi all’uncinetto tutto intorno ad una piazzetta animata di caffè con i tavolini all’aperto. Impossibile non fermarmi a sorseggiare qualcosa di fresco (intanto mi dedico a qualche adempimento burocratico cui non posso proprio rinunciare) osservando gli uomini vestiti di nero borbottare sotto i loro baffoni, sull’altro lato della strada.

Ci si può adentrare per l’altopiano di Nida (1400 m) una delle distese fertili dell’interno, dove sgranchirsi con una passeggiata fino alle pendici del monte Psiloritis, vetta più alta di Creta (2456 m), prima di fare ritorno sulla costa per un bagno ristoratore.

Dopo un’immersione archeologica ed uno spuntino al mercato di Iraklio, sono tornata tra i monti per una incursione sull’altipiano di Lasithi per poi scendere sulla costa per un bagno e sostare per la cena ad Agios Nicolaos sulla bella insenatura naturale del porto turistico. Lungo la strada si incontrano altri siti Minoici (Gournia ben visibile anche passando in auto) ma avevo già fatto il pieno! Rientro lungo la strada costiera a scorrimento veloce.

La costa Sud

Free stress zone

Con grande dispiacere, per la scarsità di tempo e campeggi di appoggio, ho dovuto tagliare la parte est dell’isola ed ora mi dirigo a sud, attraversando la valle di Amari, zona rurale di placidi villaggi, ricchi di storia. Arrivata ad Amari però, invece di scendere ad Agia Galini, non essendo ancora stufa si strade da capre (ma anche pecore ed un tasso), ho allungato di una buona mezz’ora fino a Spili. L’arrivo in questo luogo famoso per le sue fonti di fresca acqua, mi ha ampiamente ripagata, non solo perché ho riempito la mia borraccia. Sono poi scesa attraverso le gole di Kourtaliotiko fino a Plakia, dopo un’ultima deviazione per godere della splendida vista sulla vista dal Moni Preveli e scendere alla famosa spiaggia sottostante (parcheggio a pagamento).

Dalla nuova base percorro la tutt’altro che lineare costa sud per raggiungere un’altra parte di siti archeologici (superati in numero forse solo dai Moni): Gortina, antica città romana per completare il quadro delle antiche civiltà sull’isola, interessante ma esteso per lo piu in aree non custodite con millenarie colonne che spuntano tra olivi secolari; I Minoici Festo ed Agya Triada, ricca di ritrovamenti non per l’importanza ma perché mai saccheggiata, come accadde con la tomba di Tutankhamon. A questo punto c’e bisogno di tornare al tempo presente e non c’è posto migliore dell’atmosfera un po’ Hippie di Matala (un po’ come Paleochora più ad ovest) con la sua spiaggia.

Nei consueti 10 minuti, di buon mattino, smonto il mio piccolo accampamento per fare colazione a Frangokastello e raggiungere Hora Sfakion per l’imbarco verso Agia Roumeli e da qui risalire le gole di Samaria. Il sentiero e facile da seguire ed il paesaggio mozzafiato. I primi due chilometri sono i più duri ma si può prevedere un piccolo bus a 2€. Entrata nelle gole ticket 5 dopo circa 1,5 Km si raggiunge il punto più stretto (soli 3m di larghezza). Si continua a salire ma con un modesto dislivello (quello maggiore si trova nella parte alta) su un percorso per lo più ombreggiato o al riparo tra le gole. Inoltre ci si può rinfrescare con l’acqua del torrente ogni volta che lo si attraversa. Ho resistito alla tentazione di sostare sui laghetti e, tornata sui miei passi in tempo per un bagno in mare, ho il battello delle 17,30; passando si può anche ammirare il borgo di pescatori di Loutro, anch’esso raggiungibile solo via mare o a piodi; recuperata l’auto, ho raccolto le ultime energie per affrontare i tornanti della strada lungo le gole di Imbros (avevo considerato l’alternativa) che mi ha portato di nuovo sulla costa nord, all’ora giusta per una cena con piatti tipici alla taverna del campeggio.

Creta: friendly Life style

Costa ovest

Natura e relax

E’ proprio sulla costa dopo Chania, nei pressi di Kissamos, che faccio base per gli ultimi giorni dedicati ad esplorare la parte ovest: l’altipiano di Omalos, Paleochora, le incantevoli spiagge e lagune di Elafonisi e Balos (rispettivamente alle estremità sud e nord dell’isola) e Falasarna, bellissima spiaggia ideale per tutti gli sport acquatici. Sostando a Chania per un giro nella città vecchia, con affollamento e colori degli di un su , e lungo l’antico porto veneziano, purtroppo e arrivata l’ora del ritorno… o della ripartenza con sempre nuove idee e progetti!

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2 commenti su “Creta: il viaggio che rifarei”

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